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Blog con articoli e curiosità sul mondo del piercing e dei Piercer. Dagli strumenti, all'attrezzatura e gioielleria. Piercing alla lingua, setto, sopracciglio, narice, guancia, capezzolo, ombelico, surface, genitali, dermal, smiley, frowny, vertical lip, bridge. Registrati o fai il log-in per commentare e lasciarci la tua opinione!

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Test o geroglifici?

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Come si leggono i Test che dobbiamo fare all'autoclave?

 

Spesso non è facile interpretare i test di sterilizzazione. Finché si tratta di un viraggio di colore, tutto risulta semplice e lineare ma quando ci si trova davanti ad un Helix test o ad un Bowie-Dick test, la cosa può essere un po' più complicata.

 

Cos'è l'Helix Test?

È un test di valutazione della penetrazione del vapore, fondamentale quando si tratta di sterilizzazione di corpi cavi. L'Helix è un tubo lungo 1,5 m con diametro di 2 mm, che termina con una capsula nella quale viene inserito un indicatore. La Norma EN 13060 indica l’utilizzo di questo test, come prova di omologazione, per controllare i cicli che permettono la sterilizzazione dei corpi cavi.

 

Come si esegue?

Dopo il test del vuoto (di solito presente in macchina), si inserisce l'Helix che verrà posto da solo (senza alcun strumento) nel tray più basso della camera di sterilizzazione. Si avvia il programma a 134 °C per 3,5 min, oppure a 121 °C per 15 minuti. A fine ciclo, si estrae l’indicatore dalla capsula

 

Norme

Helix Test deve essere conforme alle UNI EN 13060-2, EN ISO 11140-1 (indicatori di Classe 4 o 6) EN 867 - 5

 

Come si legge l'Helix Test?

Il colore deve essere completamente virato

Helix-test

Test passato con successo (sufficiente rimozione dell'aria e penetrazione del vapore; raggiungimento della temperatura)

Test fallito (insufficiente rimozione dell'aria e insufficiente penetrazione del vapore)

Test fallito (insufficiente rimozione dell'aria e insufficiente penetrazione del vapore con temperatura raggiunta)

Test non eseguito

 

 

Cos'è il Bowie-Dick Test?

Il Bowie-Dick permette di verificare la corretta evacuazione dell’aria dalla camera di sterilizzazione e la completa penetrazione del vapore in carichi porosi come adesempio teli o garze. Il Test Bowie & Dick è un foglio indicatore inserito in un “pacco prova” (che non va assolutamente aperto prima di aver terminato il test).

 

Come si esegue?

Dopo il test del vuoto, si inserisce il solo pacco prova B&D (senza alcun strumento) nel tray più basso della camera di sterilizzazione.

Si avvia il programma a 134 °C per 3,5 min e a fine ciclo si estrae e si apre il pacco.

 

Norme

Il Bowie & Dick deve essere conforme alla UNI EN ISO 11140 – Classe 2, EN 876-4, EN 285.

 

Come si legge il Bowie-Dick test?

Terminato il ciclo ed aperto il pacco, il Test deve essere uniformemente virato. Viraggi non uniformi indicano sacche d'aria, gas non condensabile, vapore bagnato o surriscaldamento

Test-BowieDick

 

Nel caso i test abbiano esito negativo è necessario ripeterli. Se anche il secondo test non viene superato, occorre richiedere la verifica da parte del servizio tecnico.

 

Ti ricordo che i vari test sono ancora in promo fino al 28 aprile... quindi affrettati ;)

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20 giorni

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20 giorni per alzare l'asticella... 20 giorni di promo!

 

20 giorni di promozione per rifornirti di tutti gli strumenti necessari per elevare al massimo la garanzia di igiene che hai sempre dato ai tuoi clienti.

 

Allineati ora ai protocolli europei e agli Standard dei migliori Piercing Studio e differenziati in modo netto dalla concorrenza.

 

 

...e come sempre Metalstuff ti offre assistenza gratuita per come usarli, leggerli e archiviarli!

 

Norme armonizzate

 

Norma

Titolo

UNI EN 554

Sterilizzazione dei dispositivi medici - Metodo per la convalida e il controllo sistematico della sterilizzazione a vapore.

UNI EN 556

Sterilizzazione dei dispositivi medici - Requisiti per i dispositivi medici che recano l‘indicazione sterile

UNI EN 285

Sterilizzazione - Sterilizzatrici a vapore - Grandi sterilizzatrici.

UNI EN 866-1

Sistemi biologici per la prova delle sterilizzatrici e dei processi di sterilizzazione. Requisiti generali.

UNI EN 866-3

Sistemi biologici per la prova delle sterilizzatrici e dei processi di sterilizzazione. Sistemi particolari per l‘uso in sterilizzatrici a calore umido.

UNI EN 867-1

Sistemi non biologici per l‘uso in sterilizzatrici. Parte 1: Requisiti generali

UNI EN 867-2

Sistemi non biologici per l‘uso in sterilizzatrici. Parte 2: Indicatori di processo (Classe A)

UNI EN 867-3

Sistemi non biologici per l‘uso in sterilizzatrici. Parte 3: Specificazione degli indicatori di Classe B destinati ad essere utilizzati nella prova Bowie Dick

UNI EN 868-1

Materiali e sistemi di imballaggio per i dispositivi medici che devono essere sterilizzati. Requisiti generali e metodi di prova.

UNI EN ISO 14937 - 2002

Generalità per lo sviluppo e la caratterizzazione di un agente sterilizzante,validazione e verifica periodica di un processo di sterilizzazione,standard che si applica a processi di sterilizzazione nei quali i microrganismi sono inattivati medianti agenti di tipo fisico e/o chimico

 

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Ti fa lo scontrino?

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Alcune note sull'autoclave con stampante

 

Girovagando sul web, mi sono imbattuto in un forum di dentisti nel quale ho potuto leggere il commento di un professionista del settore che sosteneva non ci fosse necessità di particolari controlli né registri per la pratica di sterilizzazione in quanto gli “ultimi” modelli di autoclave rilasciano lo scontrino con i parametri di sterilizzazione...

 

Confesso che mi sono trovato tra lo spiazzato e l'allibito: a cosa può servire un campo sterile, se l'autoclave non garantisce la sterilità?

 

Subito dopo però sono corso a leggere i miei scontrini per verificare il tutto.

 

Lo scontrino in effetti riporta alcuni parametri essenziali come ad esempio la temperatura (minima e massima), la durata (sia complessiva che di ogni singola fase), la pressione e il vuoto.

 

Di conseguenza perché mai sono necessari controlli e registri?

La mancata sterilizzazione di un attrezzo può essere dovuta, non solo ad un generale tempo di esposizione minore o una temperatura inferiore, ma anche ad esempio:

 

  • vapore surriscaldato

  • evacuazione dell’aria scorretta

  • distribuzione anomalo del vapore

  • carico eccessivo (errore umano)

  • distribuzione errata degli strumenti (errore umano)

 

In tutti questi casi, lo scontrino rilasciato dall'autoclave potrebbe tranquillamente dare un esito positivo e quindi farci intendere che il materiale presente sia sterile.

 

Quali sono i test fondamentali?

Mi verrebbe da rispondere tutti (test del vuoto, Helix, Spore...) ma penso che il Bowie-Dick test sia imprescindibile in quanto ci informa immediatamente sui maggiori rischi, come ad esempio:

  • penetrazione di vapore troppo lenta o non uniforme

  • presenza di sacche d’aria

  • sottoesposizione di tempo o temperatura o entrambi (in questo caso lo scontrino può darci informazioni a riguardo)

  • presenza di vapore eccessivamente asciutto

  • sovraesposizione di tempo o temperatura o entrambi

 

Oltre a questo test periodico (ovviamente ben eseguito e ben “letto”), è importante affiancare un test sul singolo strumento, usando un indicatore di classe opportuna (non di classe 1 per capirci) che ci assicuri l'eliminazione anche dell'errore umano.

 

Associando questi test di base ad un registro appropriato è possibile determinare il percorso di ogni singolo strumento/cliente rispondendo anche a domande come:

 

  • Quando è stato sterilizzato?

  • È ancora sterile? (e non venite a dire che scrivete sulle buste...)

  • L'autoclave funzionava correttamente per quel determinato ciclo?

  • Quando e quali test sono stati eseguiti sull'autoclave relativamente al lotto di utilizzo?

  • Il singolo attrezzo/gioiello è effettivamente sterile (in quanto correttamente caricato e trattato)?

 

Se a qualcuno interessa nella sezione wiki è presente ulteriore documentazione e modulistica; attendo commenti dopo il log-in o la registrazione.

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Toolkit: “Tattooing and body piercing guidance”

 

Nella sezione Wiki, in questi giorni ho caricato un toolkit in inglese particolarmente interessante, appositamente creato dal ministero della Salute Inglese.

 

Dentro il manuale operativo puoi trovare:

  • Principi di controllo del rischio infettivo

  • Legislazione

  • Igiene della mani

  • Trattare aghi, sangue e fluidi corporei

  • Pulizia e disinfezione

  • Prima e dopo il tattoo o il piercing

  • Decontaminazione

  • Gioielleria

  • Gestione delle infezioni dovute dal tattoo o dal piercing

     

Appendici

  • Glossario delle principiali infezioni

  • Virus trasmissibili via sangue

  • Primo soccorso in caso di rischio biologico

  • Consenso informato

  • modulo di archivio per la sterilizzazione

  • Aftercare piercing al viso

  • Aftercare piercing orali

  • Aftercare surface piercing

  • Aftercare piercing genitali femminili

  • Aftercare piercing genitali maschili

  • Aftercare microdermal

 

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Anodizzare a spugna

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Si può anodizzare con una spugna?

 

Invertendo i collegamenti (come ad esempio con il pennello anodico), è possibile anodizzare anche utilizzando una piccola spugna.anodizzare-con-spugna

 

Questo semplice utilizzo, crea effetti molto particolari specie su gioielleria di grandi dimensioni come tunnel o plug.

 

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Tanta roba...

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Letture da Piercer nella sezione Wiki di Metalstuff

Per evitare l'effetto Dunning/Kruger, in questi giorni ho letto nuovamente tanto materiale interessante e poi l'ho inserito anche sulla pagina Wiki in download free.

Da ora potete trovare:

  • Atlante di Anatomia Umana: 769 pagine
  • Manuale per Fare di Voi ciò che volete: 127 pagine
  • Sterilizzazione in ambito sanitario: 132 pagine

Date le varie richieste, ho caricato anche le schede di controllo di sterilizzazione al fine di assicurare la perfetta aderenza ai protocolli.
Quindi è possibile anche trovare:

  • Scheda di controllo giornaliera della sterilizzazione
  • Scheda di controllo mensile della sterilizzazione

Buona Pasqua a tutti!

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Sterilizzazione

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Il processo di sterilizzazione delle attrezzature da Piercing

Piccola premessa: ho impiegato un po' di tempo a scrivere questo post perché l'argomento è particolarmente ampio. Morale: ne è venuto fuori una “filippica” lunghissima anche se già ampiamente epurata e qui ne riporto un riassunto. Chi fosse interessato all'articolo originario (immagino kamikaze stakanovisti o simili), con tutte le Norme EN ISO, tipologie di indicatori, differenze nei viraggi del B&D test etc. può contattarmi direttamente e glielo invio.

 

La pratica di sterilizzazione è il cuore di ogni Piercing Studio ed è un tema particolarmente caro ad ogni professionista del settore.

I protocolli di sterilizzazione e igiene sono, di solito, buoni ma spesso la normativa e le linee guida non sono completamente recepite, tanto che, ad oggi, la dimostrazione tecnico-giuridica di sterilità di un determinato lotto può ancora mettere in difficoltà un piercer.

Le Linee guida ISPEL 2010 e la Norma UNI/TR 11408 mettono un focus particolare sulle misure di decontaminazione e pulizia prima dell’attività di sterilizzazione.

 

I passaggi fondamentali per la preparazione alla Sterilizzazione:

  1. Decontaminazione

  2. Pulizia/detersione

  3. Confezionamento

  4. Sterilizzazione

 

Decontaminazione

La decontaminazione è basata sull’uso di una soluzione disinfettante ad ampio spettro, la cui azione non deve essere bloccata dalla presenza di sangue e sostanze organiche.

 

Pulizia/detersione

Per una sterilizzazione corretta, è necessario che gli strumenti siano perfettamente puliti. Residui, anche minimi, pregiudicano la sterilizzazione a causa di un inefficiente contatto tra vapore e microrganismo.

La lavatrice ad ultrasuoni garantisce l’eliminazione dei residui più resistenti.

In alcuni protocolli di sterilizzazione un po' lacunosi, invece, non è previsto il controllo del corretto funzionamento della vasca ad ultrasuoni.

È invece buona norma verificare periodicamente il corretto funzionamento della vasca a ultrasuoni, tramite test.

 

3. Confezionamento

La corretta conservazione sterile degli strumenti prevede il loro confezionamento. In Studio gli strumenti vengono confezionati in buste di carta/polipropilene per la sterilizzazione in autoclave. Le buste in carta/propilene sono disponibili sia autosigillanti sia da saldare.

 

4. Sterilizzazione

Il processo di sterilizzazione in autoclave a vapor saturo dipende dall’azione combinata di tre fattori:

  • temperatura (e pressione, direttamente correlati);

  • tempo di esposizione;

  • presenza del vapore saturo.

 

 

Quali sono le cause di una possibile mancata sterilizzazione?

Le possibili cause possono essere dovute ad anomalie delle apparecchiature, quali:

  • non corretta evacuazione dell’aria

  • produzione di vapore surriscaldato con minore potere sterilizzante

  • non corretta distribuzione del vapore nella camera di sterilizzazione

     

Altre cause sono invece implicabili ad errori umani, come:

  • eccessivo carico di strumenti

  • non corretta distribuzione del carico

  • utilizzo di materiali di confezionamento non idonei

     

Controlli sterilizzazione

Il processo di sterilizzazione eseguito nelle autoclavi di ultima generazione ha un’alta efficacia, ma deve essere garantita la costante affidabilità e ripetibilità.

 

Test di funzionamento dell’autoclave

Questi test vanno fatti prima di usare l’autoclave, per verificarne l’efficienza

 

I Test di funzionamento si dividono in:

test di vuoto - previsto in tutte le autoclavi con cicli in classe b

test di penetrazione del vapore - previsto in tutte le autoclavi con cicli in classe b. Per questo test vengono utilizzati dei dispositivi (Bowie & Dick - Helix Test).

 

Test di controllo dell’avvenuta sterilizzazione

I test di controllo dell’avvenuta sterilizzazione, permettono di verificare che il ciclo al quale è stato sottoposto il carico, sia stato eseguito nei corretti parametri di temperatura/pressione, vapore saturo e tempo.

 

Indicatori di sterilizzazione

Gli indicatori di sterilizzazione forniscono diverse informazioni utili per il controllo dei processi di sterilizzazione.

 

Test biologico (Spora)

Il test della spora permette il controllo biologico del ciclo di sterilizzazione. È un test molto importante per il periodico controllo del sistema.

 

Conservazione sterile degli strumenti

Il confezionamento e lo stoccaggio hanno un’importanza fondamentale nel mantenimento della sterilità di ogni singolo strumento.

 

Come indicato dalle Linee Guida sull’Attività di Sterilizzazione (D. Lgs.81/2008) tutte le confezioni devono essere contrassegnate con numero di lotto, per la tracciabilità.

 

Archiviazione dei dati

I vari test, le etichette di convalida e l’eventuale rapporti della stampante, devono essere ben archiviati.

 

Per la registrazione possono essere utilizzati degli appositi registri o archivi dei test di controllo.

Con questi registri, tramite la tracciabilità, è possibile per ogni singolo lotto, determinare in modo specifico:

  • Operatore

  • data di sterilizzazione e scadenza

  • Autoclave utilizzata

  • Test del vuoto effettuato

  • Bowie Dick test effettuato

  • Indicatori di sterilizzazione utilizzato per quel lotto

  • Stampata dei parametri del processo di sterilizzazione del lotto

  • Ultimo Test Ultrasuoni effettuato

  • Ultimo Helix Test effettuato sull'autoclave

  • Ultimo Test delle spore effettuato sull'autoclave

 

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Tracciabilità: questa sconosciuta!

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Tracciabilità del Processo di Sterilizzazione

 

Il mondo del piercing sta cambiando velocemente e il piercer ha necessità continua di aggiornarsi e di aggiornare le proprie procedure se non vuole trovarsi a rincorrere la professionalità anziché possederla.

Questo concetto è ben chiaro a tanti colleghi, tanto che gli aggiornamenti sono all'ordine del giorno. Probabilmente però, c'è ancora tanto da fare per quello che concerne la sterilizzazione.

 

Ormai siamo tutti dotati di autoclavi di ultima generazione ed applichiamo prodotti igienico-sanitari di alta qualità ma si notano spesso alcune lacune soprattutto sotto due aspetti:

  • Tracciabilità

  • Stoccaggio dei test di controllo

 

Oggi desidero concentrarmi sul primo punto: ovvero la tracciabilità.

 

Migliorare i protocolli interni dello studio, dimostra correttezza e, ad oggi, la sterilizzazione non è più sufficiente se non fornisce una prova tangibile che tutte le sue fasi siano state effettuate a regola d'arte, attraverso un processo tracciabile.

 

Sicurezza e garanzia anche in senso giuridico oltre che operativo, con dati in grado di dimostrare (in caso di possibili controversie) la correttezza del protocollo di sterilizzazione.

 

La sterilizzazione necessità quindi di una validazione (ISO 9000 sezione 3.8.5) che consenta la conferma della sterilità.

 

La procedura deve essere quindi:

  • controllata e documentata;

  • funzionare sempre allo stesso modo;

  • essere ripetibile e riproducibile

     

Ottenuta la validazione, avremo la tracciabilità del prodotto che ci da la possibilità di verificare la sterilità di quel determinato strumento o gioiello prima dell’uso con informazioni sul giorno di sterilizzazione, tipo di ciclo effettuato, numero progressivo, esito del ciclo, data di scadenza.

 

Questa tracciabilità può essere tenuta sul PC o in formato cartaceo, magari in allegato ai moduli di consenso informato, semplicemente applicandoci l'etichetta degli strumenti.

etichettaCD-MS

Validazione e tracciabilità sono previsti anche dalla legislazione: l’applicazione delle norme sulla sterilizzazione è quindi importante per il piercer, sia dal punto di vista etico ma anche su quello legale.

 

La mancata attuazione del protocollo occorrente a rimuovere il rischio di infezione crociata è condotta colposa. La tracciabilità quindi rientra nelle procedure di sterilizzazione e garantisce la massima tutela giuridica al piercer e la migliore sicurezza al cliente.

 

Per ottenere la tracciabilità è necessario:

  • predisporre appositi moduli da compilare prima di ogni ciclo

  • creare apposite etichette a viraggio di colore compilate con numero di lotto, data di sterilizzazione e data di scadenza

  • applicare la prima etichetta sul modulo

  • applicare le altre etichette sulle buste da sterilizzare sul lato della carta

 

All'uso dello strumento, l'etichetta presente sulla busta verrà posta sul modulo di consenso informato del cliente.

 

La tracciabilità così fatta ci fornisce:

  • il "percorso" che ogni strumento ha seguito

  • la rintracciabilità del singolo strumento

  • la definizione su quale cliente è stato utilizzato

  • la gestione degli strumenti sterili e il loro periodo di mantenimento


 

Queste le due possibilità che possiamo avere:

  • http://www.metalstuff.it/Kit-Tracciabilita: questa soluzione ci fornisce la tracciabilità di ogni singolo processo di sterilizzazione

  • http://www.metalstuff.it/Tracciabilita-CD: questa seconda soluzione, oltre a darci la tracciabilità, ci fornisce anche la possibilità di archiviare secondo norma e buona pratica l'intero protocollo relativo all’apparecchiatura (roba da palati fini... scriverò a breve un post anche su questo punto...).

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Edu On-line

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Piercing Workshop On-line

La nuova sezione EDU è attiva:

Naturalmente la sezione è dedicata a professionisti o apprendisti già in possesso di una discreta esperienza nel settore.

 

Tutto gira su una piattaforma Cloud specifica per E-Learning. I primi feedback ricevuti sono molto positivi e la creazione del progetto è stata particolarmente entusiasmante...

 

Al momento sono disponibili il seminario sui Surface Piercing e sui Piercing ai genitali ma ci sono ovviamente altri progetti in cantiere.

 

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Altre informazioni: online, piercing, seminario, workshop
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Vein Viewer

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Visualizzatore di Vene ad Infrarossi

Qualche tempo fa in un post su FB avevo presentato un nuovo dispositivo medicale: il visualizzatore per vene.

Questo strumento è sicuramente molto utile ma fino a qualche tempo fa, aveva il grosso limite di un costo elevato (da 800 euro in su...)

 

Finalmente sono venuti alla “luce” visualizzatori per vene ad infrarossi portatili che hanno, oltretutto, costi estremamente ragionevoli.

 

Ho avuto modo di provarne alcuni e naturalmente sono completamente un'altra cosa rispetto alla classica lucciola da mappatura in quando riescono a rendere evidenti anche i più piccoli capillari.

 

Ne ho testati una serie e confesso che in tanti non mi hanno convinto per una serie di motivi tra cui principalmente:

  • dimensioni eccessive che ne rendono scomodo l'utilizzo (specie su lingua o guancia)

  • difficoltà di copertura: molti dispositivi hanno forme che non agevolano le barriere di protezione

  • eccesso di consumo di pile

 

vene-visualizzatore-boxPoi alla fine ho trovato questo con il quale mi sono trovato molto bene...

Vein Viewer

 

 

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Altre informazioni: arterie, mappatura, sicurezza, vene
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