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Piercing Blog - Metal stuff

Blog con articoli e curiosità sul mondo del piercing e dei Piercer. Dagli strumenti, all'attrezzatura e gioielleria. Piercing alla lingua, setto, sopracciglio, narice, guancia, capezzolo, ombelico, surface, genitali, dermal, smiley, frowny, vertical lip, bridge. Registrati o fai il log-in per commentare e lasciarci la tua opinione!

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Sterilizzazione

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Tracciabilità della sterilizzazione e Piercing Studio: le ultime news!

Come anticipato negli scorsi post, ho continuato ad approfondire il discorso legale connesso alla tracciabilità.

Gli ultimi casi di diritto civile indicano:
Il paziente (utente, cliente) che agisca in giudizio, deducendo l'inesatto adempimento dell'obbligazione sanitaria (sterilizzazione), è tenuto a dimostrare l'esistenza del contratto [...], incombendo sulla struttura l'onere di provare che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente.

Quanto detto, mi spiegava un avvocato (amico e cliente, tra l'altro...), nella pratica di tutti i giorni, significa che a fronte anche di una lieve problematica (specie se di natura infettiva), un cliente munito di ricevuta fiscale, può richiedere a posteriori la certificazione dell'avvenuta sterilizzazione del gioiello e degli eventuali strumenti utilizzati per il suo piercing.

Da qui nascono i primi casi giuridici di “mancata sterilizzazione” dovuti invece alla mancata tracciabilità delle attrezzature.

La tracciabilità è una fase fondamentale del sistema di sterilizzazione dato che consente di  identificare il materiale sterilizzato (D.Lgs. 81/2008), documentarne l’avvenuta sterilizzazione e sapere su quale cliente è stato usato. 

Tramite la tracciabilità si ottiene la data di sterilizzazione, la data di scadenza della sterilizzazione, la rintracciabilità del carico sterilizzato, il viraggio con cambio di colore; le etichette poi verranno apposte sulla cartella del cliente.
È un dispositivo indispensabile per tutti gli studi, necessario e indicato anche nelle linee guida ISPELS (è possibile scaricare il documento integrale ISPELS, nella sezione WIKI).
La finalità è di tracciare gli strumenti utilizzati in modo tale da tutelare sia i pazienti che il professionista proprio al fine di evitare problematiche giuridiche dovute all'inesatto adempimento dell'obbligo di sterilizzazione.

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Forare un neonato...

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I bambini e i fori ai lobi

 

Mi capita spesso che alcuni genitori mi chiedano: “da che età fori i lobi?” e la mia risposta è sempre: “...quando me lo chiedono i bambini...


 

Non voglio addentrarmi sul discorso ovvio della differenza tra ago e pistola ma vorrei soffermarmi invece proprio sul discorso età.


 

Legalmente, con il consenso scritto dei genitori, è possibile forare un lobo a qualsiasi età. Inoltre, in alcune culture, il lobo forato da neonati è particolarmente diffuso.


 

Ciononostante personalmente preferisco attendere la consapevolezza del bambino. Dato che mi è capitato sottomano questo articolo scritto da un Medico, desidero condividerlo qui come spunto di riflessione.


 

L'articolo in sé non contiene fonti e articoli medici, che sono peraltro diffusissimi, ma “solo” un'interessante riflessione.
Eccolo qui:


 

Dottore, devo mettere gli orecchini al mio bambino?

Questa non è una domanda abituale al pediatra, perché la norma è quasi sempre che le ragazze appena nate si mettano orecchini d'oro prima di tornare a casa. Molto raramente i genitori mi consultano se va bene farlo, o se non ha senso. Ebbene, questa volta non metterò riferimenti bibliografici alla fine di questo articolo, semplicemente perché non ne ho bisogno, perché la risposta è molto semplice: "chiedi al tuo bambino se vuole che gli metti gli orecchini".

Per chiarire le cose, inizierò dicendo che le informazioni che vi presenterò obbediscono al mio modo di pensare, che si basa sul rispetto e sull'individualità. [...]

In secondo luogo, mettere gli orecchini ai bambini ha una forte connotazione culturale, perché in molti paesi nessuno lo fa e lo considerano assurdo e sorprendente. [...]

Fa male, dottore?

Ovviamente fa male e fa molto male. La capacità di sentire dolore appare dalla settimana 20 nella gestazione, anche se i recettori per percepire dolore (chiamati nocicettori) sono già sulla pelle intorno alla bocca dalla settimana 7. I sistemi endogeni per modulare il dolore funzionano appena dalla settimana 40, significa che i neonati non solo percepiscono il dolore della perforazione dall'orecchino, ma non potranno modulare la risposta dolorosa in modo interno o proprio.

Perché mettiamo gli orecchini ai bambini?

Beh, per vederli più belli... cioè perché noi adulti la vediamo così, visto che i bambini non avranno mai la coscienza di ciò' che gli hanno appena messo. Alcuni dicono che messi a quell'età c'è meno dolore, e in questo modo si evitano di farlo quando saranno più grandi. Perchè non aspettare che ogni bambina/o decida il momento giusto per farlo?

Vi dico una cosa semplice: "tutto ciò che qualcuno fa per vanità, o per migliorare il suo aspetto, semplicemente non fa male" ma quando nasce dalla propria volontà. O gli adolescenti e i giovani evitano i piercing o i tatuaggi? Evitano la procedura di bellezza per il dolore? Beh, no, lo fanno con gusto e gioia. Ma la cosa più importante è che lo fanno perché vogliono farlo, perché lo decidono così, e nessuno lo impone.

[...]

In conclusione, lasciamo che ogni bambino decida il momento migliore per usare gli orecchini. Forse decide di non usarli.

[...] Facciamo belli i nostri bambini nel modo più semplice e naturale: il sorriso. Falli sorridere, e ricorda che il dolore non e ' il miglior ingrediente per farlo.

Dott. Gustavo Rivara
Pediatra Neonatologo & Puericultura e Clown in ospedale


 

Probabilmente il mio modo di pensare, può andare parzialmente controcorrente ma confesso che questo articolo mi è piaciuto particolarmente. Lascio qualche citazione illustre nella quale si può intravedere la richiesta della consapevolezza del pierced, per terminare la riflessione e attendo le tue opinioni!


 

Usando il vostro corpo, modificando il vostro corpo, bucando il vostro corpo si può entrare in diversi stati di coscienza e scoprire la vera natura della vita e di se stessi

(Fakir Musafar)


 

Riguardo al significato del termine piercing, il verbo inglese to pierce vuol dire forare, bucare, trafiggere, infilzare, straziare (anche in senso emotivo), lacerare (detto di un suono), e (usato intransitivamente) penetrare, addentrarsi in una nuova interiorità.

(Eleonora De Conciliis)


 

Attraverso il dolore, la prima cosa che impari è che puoi separare la coscienza dal corpo, vale a dire la parte di te che pensa e sente può distaccarsi dalle sensazioni corporee. Sarà così possibile prendere un ago e infilarlo nella pelle perché non sei tu a sentire il dolore ma solo il tuo corpo, mentre la mente osserva il corpo che prova le sensazioni e le registra.

(Fakir Musafar)


 

La sensibilità delle parti del corpo che vengono forate (tradizionalmente ci si limitava ai capezzoli, alla lingua, all’ombelico e agli organi genitali) viene enormemente potenziata, e di conseguenza ciò accresce il piacere sessuale. Vi è un legame inscindibile fra esibizione del corpo, dolore fisico e godimento erotico.

(Eleonora De Conciliis)


 

Il tatuaggio e il piercing sono la forma più elementare e banale, se vogliamo, della volontà di mettersi al mondo da soli segnandosi il corpo.

(David La Breton)


 

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Laboratori odontotecnici

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Anodizzazione degli abutment dentali per laboratori odontotecnici

Oggi scrivo un post completamente Off-Topic e dedicato principalmente ai laboratori odontotecnici.

Nell'ultimo periodo, la vendita dell'Anodizzatore per Titanio a questi professionisti è aumentata in modo esponenziale e quindi desidero dare alcune informazioni a riguardo.

 

I vantaggi dell'anodizzazione sono ben chiari ed, in primis, voglio ricordare la passivazione secondo lo standard ASTM F86.

 

I motivi principali dell'utilizzo dell'anodizzazione presso i laboratori odontotecnici sono però legati a quell'inestetismo dato dall'abutment non trattato (quindi color titanio) che tende a opacizzare in modo notevole la protesi dentaria e, a volte, addirittura a trasparire dallo stessa.

 

Pur esistendo monconi già anodizzati, il loro utilizzo non è sempre possibile dato che l'anodizzazione “preconfezionata” si perde nel corso della lavorazione dell'abutment stesso.

 

 

Da questo problema nasce ovviamente la necessità di anodizzare in maniera autonoma e, sotto questo aspetto, l'anodizzatore per titanio risulta ottimale.

Ovviamente il processo non crea spessori se non infinitesimali.

 

Chiaramente il colore maggiormente utilizzato è il giallo da porre sotto il dente.

È possibile però, anche creare un moncone a due colori con un rosa per la gengiva ed un giallo per il dente.

In questo modo si va a creare una condizione ottimale per evitare ogni tipo di trasparenza e si offre al paziente finale un prodotto di altissima qualità e privo di ogni possibile inestetismo.

 

Ovviamente i dentisti ringraziano ;)

 

Bibliografia:
- Watkin A, Kerstein RB. Improving darkened anterior peri-implant tissue color with zirconia custom implant abutments. Compend Contin Educ Dent 2008;29:238-42.
- Bressan E, Paniz G, Lops D, Corazza B, Romeo E, Favero G. Influence of abutment material on the gingival color of implant-supported all-ceramic restorations: a prospective multicenter study. Clin Oral Implants Res 2011;22: 631-7.
- Chandur P. K. Wadhwani, Richard O'Brien, Mathew T. Kattadiyil, and Kwok-Hung Chung, Laboratory technique for coloring titanium abutments to improve esthetics J Prosthet Dent April 2016;115:409-411

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Report sull'Anodizzatore

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Report completo sull'uso dell'anodizzatore

Se leggi con frequenza questo blog, sicuramente già sei in possesso di queste informazioni. Data però la richiesta da parte di chi acquista l'anodizzatore per piercing in titanio di avere una guida per l'utilizzo, ho deciso di raccogliere in un unico articolo, tutti i precedenti.

 

I vantaggi dell'anodizzazione:

Tramite l'anodizzazione si ottengono bellissimi colori e si migliora notevolmente il pezzo anodizzato poiché:

  • La superficie è più liscia, durevole e biocompatibile

  • Si ha la rimozione dei detriti microscopici incorporati nella superficie

  • Si ottiene Passivazione secondo ASTM F86 ovvero la pratica standard per la preparazione della superficie e marcatura di impianti metallici chirurgici

 

L’anodizzazione non comporta l'uso di coloranti. Il colore sulla superficie è apparente, perché la luce si riflette attraverso lo strato di ossido che si va a formare.

Quando un pezzo non è anodizzato riflette la sua finitura a specchio; quando invece è anodizzato, la luce si rifrange dalla superficie attraverso lo strato di ossido aggiunto.

Lo strato di ossido filtra le onde di luce che lo attraversa e provoca un'interferenza nella luce riflessa facendo sì che si rifletta il colore. Il colore varia a seconda dello spessore dello strato di ossido che è stato applicato. Lo spessore dello strato di ossido che si forma durante il processo dipende dalla tensione di energia elettrica.

La procedura di anodizzazione è semplice e veloce e può essere utilizzata su Titanio e Niobio.

 

Cosa contiene il Kit:

Per anodizzare è necessario avere:

  • Un anodizzatore

  • Un catodo (elettrodo negativo): costituito da un foglio di acciaio inox

  • Clip con elettrodi a pinza (alligator)

 

Cosa non contiene il Kit:

  • Un anodo (elettrodo positivo): di norma può andare bene anche un barbell o un taper in titanio

  • Un serbatoio di immersione in plastica pesante

  • Una soluzione elettrolitica con acqua demineralizzata e bicarbonato di sodio (oppure borace o TSP)

 

Attenzioni importanti

  • Non far toccare mai anodo e catodo o alligator rosso e nero con l'anodizzatore accesso

  • prima di iniziare il processo di anodizzazione è molto utile sgrassare i pezzi con alcol etilico per evitare che il grasso della cute permetta uno strato di ossido non uniforme

  • utilizzare i DPI: indossare guanti di gomma e mascherina

  • la superficie immersa del catodo nell'elettrolita deve essere maggiore di quella dell'anodo (pezzo da anodizzare). È inutile tentare di anodizzare un gioiello molto grande con un catodo piccolo.

  • Per ottenere due colori identici è consigliato anodizzare contemporaneamente i pezzi

  • È fondamentale ricordare che è l'acqua a fare il lavoro e quindi è inutile (e a volte controproducente) cambiare il rapporto della soluzione elettrolita. Non si deve mai arrivare alla saturazione per evitare la cristallizzazione della superficie.

  • Piccoli cambi di voltaggio, posso dare grandi differenze. Si consiglia sempre di partire ad un voltaggio appena più basso rispetto a quello del colore desiderato, per poi aumentare gradatamente.

  • La tabella Volts/colori è indicativa, pur avvicinandosi molto alla situazione reale. La tabella migliore si deve costruire autonomamente, tenendo conto che essa dipende da

    • Soluzione elettrolitica usata

    • Concentrazione del sale

    • Finitura del pezzo

    • Qualità del pezzo (presenza di intrusioni, etc.)

  • Un pezzo di grande dimensione impiega solo più tempo ad essere anodizzato.

  • Se il pezzo non viene completamente immerso, si anodizza solo la parte a contatto con la soluzione elettrolitica. Sapendo questo si possono ottenere pezzi a più colori. Per non immergere completamente un pezzo, può essere utile una pinzetta di plastica.

  • Il pezzo inizia l'ossidazione dopo pochi secondi

  • La soluzione elettrolitica può essere utilizzata più volte (la media è di 7/8 processi). Il contenitore plastico in cui è contenuta va chiuso dopo il processo per evitare l'evaporazione.

     

Pur essendo una pratica semplice, è facile incorrere in qualche problema. Questi sono gli errori più diffusi:

  • Uso di acqua di rubinetto (si ha un accumulo di cloro e minerali che rendono difficile l'anodizzazione). È da preferire sempre l'acqua demineralizzata

  • L'anodo si “colora” a sua volta. Questo è normale ma dopo ogni procedimento va pulito, grattandolo con una spugna ruvida. Se questo non viene fatto, il deposito di ossido diventa sempre più lento.

  • È difficile arrivare al colore verde col titanio. Non è impossibile ma spesso il tempo di immersione è lungo. È molto più facile col niobio.

  • A volte per ottenere un determinato colore, occorre solo prolungare il tempo di anodizzazione e non aumentare il voltaggio. Tanti colori sono molto “vicini” e conviene andarci piano coi volts per evitare si “saltare” il colore da ottenere.

  • Occorre sapere che la corrente tende a calare esponenzialmente mano a mano che l'ossido si deposita sulla superficie; se un color bronzo si ottiene in pochi secondi, il verde può impiegare un paio di minuti.

  • I coni, gli spigoli, le parti acuminate si colorano prima. La spiegazione sta nell’effetto punta, il fenomeno per cui le cariche elettriche distribuite sulla superficie di un conduttore si concentrano nelle parti che presentano un raggio di curvatura minore, cioè quelle più appuntite.

 

Preparazione della soluzione elettrolitica

La soluzione elettrolitica è costituita da acqua demineralizzata e un sale; a questo scopo vanno benissimo:

  • TSP: Fosfato trisodico, disponibile presso la maggior parte dei negozi di ferramenta in forma di polvere bianca, comunemente utilizzato per preparare le superfici per la pittura

  • Borace o tetraborato di sodio

  • Bicarbonato di Sodio

Il rapporto è 7,5 grammi ogni litro di acqua demineralizzata.

 

Come si anodizza

Per anodizzare:

  • Indossare guanti di gomma e mascherina

  • Non far toccare mai anodo con catodo.

  • Inserire il catodo (elettrodo negativo -) nel contenitore: la superficie immersa del catodo deve essere maggiore di quella dell'anodo (pezzo da anodizzare). Attaccare l'alligator nero al catodo. L'alligator nero non è a contatto con la soluzione elettrolitica.

  • Inserire il pezzo o i pezzi da anodizzare nella soluzione

  • Attaccare all’anodo (elettrodo positivo +) un barbell o un taper in titanio (assolutamente non usare altri metalli)

  • accendere l’alimentatore e regolarlo via via fino al giusto voltaggio per ottenere il colore desiderato e quindi toccare con l’anodo il pezzo da anodizzare. Solo il barbell in titanio entra a contatto con il pezzo; non immergere l'alligator rosso. Se l'alligator rosso entra a contatto con la soluzione elettrolitica non succede nulla di grave o pericoloso ma si rischia di doverlo sostituire con frequenza.

  • Spegnere l’anodizzatore una volta terminata la procedura

  • Pulire il barbell o il taper in titanio che si è usato come anodo tramite una spugna ruvida

 

I collegamenti

collegamento-anodizzatore-metalstuff

 

Alla pagina http://www.metalstuff.it/Anodizzatore-per-gioielleria è presente un video di un'anodizzazione

 

Tabella colori/voltaggi

La tabella Volts/colori è indicativa, pur avvicinandosi molto alla situazione reale. La tabella migliore si deve costruire autonomamente, tenendo conto che essa dipende da

    • Soluzione elettrolitica usata

    • Concentrazione del sale

    • Finitura del pezzo

    • Qualità del pezzo (presenza di intrusioni, etc.)

 

12 volts: bronzo chiarocolori-anodizzazione-titanio-metalstuff

15 volts: bronzo scuro

18 volts: melanzana

20 volts: viola scuro

22 volts: viola

25 volts: blu scuro

28 volts: blu

30 volts: blu mediterraneo

33 volts: blu cielo

36 volts: azzurro

40 volts: blu ghiaccio

42 volts: argento

48 volts: giallo pallido

55 volts: giallo chiaro

60-63 volts: giallo

65 volts: oro

72 volts: rosa chiaro

75 volts: rosa

80 volts: fucsia

85 volts: fucsia scuro

90 volts: viola acceso

92 volts: viola/blu

95 volts: viola/verde

103 volts: foglia di te

105 volts: verde

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Piercing e gioielleria

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Piercing e Gioielleria

 

Oggi passiamo in rassegna i piercing più diffusi e la gioielleria più utilizzata a seconda della zona.

Si conta che i piercing maggiormente diffusi passino il centinaio e in questo post, ci concentreremo su quelli localizzati nel viso, escludendo la zona delle orecchie, del labbro e della lingua.

 

  • Sopracciglio o Eyebrow: localizzato nella parte finale del sopracciglio (indicativamente a ¾ ma variabile a seconda dell'anatomia), lo attraversa in senso trasversale.

    Spesso viene eseguito con un curved barbell o un barbell classico a seconda dell'anatomia; dopo la cicatrizzazione vengo applicati spesso anche CBR, segment e ring-style in genere

  • Horizontal Eyebrow: posizionato sopra il sopracciglio ma in senso longitudinale è eseguito maggiormente con surface barbell.

  • Antieyebrow o Teardrop: piercing situato appunto nella zona della “lacrima” ma in senso longitudinale rispetto al sopracciglio, pur seguendo ovviamente l'anatomia della zona. Particolarmente laborioso nell'esecuzione e nella cura, c'è chi preferisci un surface barbell e chi invece usa un curved.

  • Bindi, Vertical Bridge, third eye: posizionato perpendicolarmente al suolo, viene localizzato nella zona del terzo occhio. Normalmente si preferisce ampiamente un surface barbell per l'esecuzione.

  • Sideburn Piercing: è un surface posizionato nella zona della basetta; splendido quando è abbinato al classico trago. Anche in questo caso un flat surface è il gioiello più usato.

  • Nostril: ovviamente alla narice. Oltre al classico nostril, si usano spesso anche i labret e, specie a cicatrizzazione avvenuta hoop e seamless. La variante alta è detta High Nostril

  • Septum: la zona del setto è specifica e varia notevolmente a seconda delle anatomie. Come gioielleria si usano spesso i circular barbell, per poi passare ai clicker...

  • Bridge o Erl: è posizionato di norma nell'incavo presente tra glabella e nasion e viene comunemente usato un barbell

  • Rhino Piercing: questo piercing, non ancora tanto diffuso in Italia è longitudinale al naso, posizionato sull'asse centrale nella zona cartilaginea. Comunemente forato con un curved barbell.

  • Nasallang: questo piercing particolarmente impegnativo ha un barbell che attraversa trasversalmente le narici

 

Nel prossimo post, daremo un'occhiata ai piercing più comuni nella zona del labbro.

Se vuoi segnalare qualche dimenticanza (come il septril o l'Austin Bar...), lasciare qualche altro sinonimo dei nomi dei piercing trattati o altro, puoi farlo dopo il log-in o la registrazione

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We want You!

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Metalstuff dà inizio al suo primo programma di affiliazione per la promozione dei nostri prodotti.

 

Cerchiamo un collaboratore per ogni regione italiana che desideri promuovere la vendita dell'anodizzatore per gioielleria, ottenendo in cambio una commissione pubblicitaria (ben oltre il classico max 10% di amazon...).

 

L'anodizzatore è uno strumento fondamentale per qualsiasi Studio di Piercing di un certo livello; in questi anni inoltre, il mercato si è aperto anche in direzione degli studi dentistici e laboratori odontotecnici, data la pratica sempre più frequente dell'anodizzazione dei monconi dentali (abutments).

 

Il nostro anodizzatore ha le caratteristiche tecniche ottimali e conformi all'uso ed ha il miglior prezzo sul mercato italiano ed europeo. È fornito già di cavi (alligator) e catodo.

 

La facilità d'uso è estrema ma possiamo fornire ogni tipo di supporto per il primo utilizzo. L'anodizzatore è utilizzabile anche con pennello anodico o con spugna, creando numerosi e particolari effetti sui gioielli.

 

 

Cerchiamo principalmente fornitori di materiale per tattoo, scuole o centri di formazione e Studi di Piercing e Tattoo che vogliano promuovere questo articolo attraverso il proprio sito web, blog, social networks, fiere, etc.

 

L'adesione è gratuita. In fase preliminare, è possibile che ci siamo più figure nella stessa regione (con un massimo di 2 o 3 a seconda della dimensione) al fine di valutare il reciproco interesse.

 

Il materiale viene spedito direttamente al cliente finale (dropship formula).

 

Per fare richiesta di affiliazione e avere informazioni, puoi usare direttamente il modulo specifico

 

PS: Stiamo valutando anche la possibilità di collaborazioni sia la sezione EDU che per le possibilità di Workshop; chi desiderasse proporre qualcosa sull'argomento mi può contattare direttamente.

 

 

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la norma...

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Attività di Sterilizzazione

 

La normativa contenente la Linee Guida sull’attività di Sterilizzazione è stata recepita... ma questa non è una buona notizia!

 

A seguito dei numerosi contatti dopo i vari post sull'attività di sterilizzazione volevo fare un attimo il punto della situazione.

 

Le linee guida provengono da un decreto legislativo del 2008 e sono state ormai (ovvero a distanza di 10 anni!) completamente recepite da quasi (viva l'Italia e l'interpretazione delle leggi!) tutte le aziende sanitarie locali.

 

Ciò comporta che i controlli presso gli Studi verteranno anche su quanto contenuto nel decreto stesso compreso l'obbligo dei controlli sull'efficienza dell'autoclave (come da normativa UNI EN), la tenuta del registro dei controlli e dellatracciabilità.

 

 

Siamo comunque da anni in un vuoto legislativo specifico e quindi le variazioni da regione a regione, o addirittura da provincia a provincia, sono più che verosimili.

Da qui rimane ovviamente il consiglio di informarsi direttamente presso la propria ASL, come ho personalmente fatto.

 

Ultima nota dedicata a chi mi hai chiesto sulle reprimenda: so che vengono erogate sanzioni ma non sono a conoscenza dell'ammontare delle varie multe o penali.

 

Spero di aver “chiarito” meglio lo stato dei fatti; stay tuned per le eventuali news!

 

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Piercing Aftercare

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Piercing Aftercare: Snail Slime

Un aftercare deve essere neutro nell'azione ed efficacie sulle problematiche...

Questi due concetti che sembrano in netta opposizione, sono stati coniugati nello Snail Slime.

 

Alcune gocce sono sufficienti a creare uno strato di gel naturale che, oltre all'effetto idratante, risulta di sostegno per i tessuti tramite una struttura reticolata che consente agli altri componenti di essere veicolati in profondità, fornendo però una barriera protettiva dai contaminanti e dai microrganismi.

 

proprietaLa presenza di Allantoina fornisce proprietà disarrossante, ma è anche estremamente attiva contro la formazione di ipertrofie e cheloidi tanto da essere usata in creme specifiche come ad esempio Mederma.

 

Le Vitamine A, C, E rivestono il ruolo dei tre dei più potenti antiossidanti presenti in natura (tanto da essere definite “miracolose” da parte di alcuni), oltre ad essere cicatrizzanti.

Gli antiossidanti catturano i radicali liberi che sono molecole alle quali manca un elettrone per raggiungere la stabilità; di conseguenza, i radicali attaccano le molecole sane per derubarle di un elettrone, innescando una reazione a catena pericolosa.

 

Anche le altre sostanze presenti hanno notevoli vantaggi sulla cura del piercing.

Il Collagene è la proteina più abbondante nel corpo ed è un componente fondamentale di tessuto connettivo, cartilagine, ossa e pelle.

La funzione principale del collagene è quella di aumentare l'elasticità e la resistenza dei tessuti ed è quindi molto conosciuto per le sue proprietà benefiche per la pelle.

 

L'Elastina è invece una proteina che protegge e ripristina l'equilibrio fisiologico della pelle. sostanze

 

L'Acido glicolico stimola la formazione del collagene e consente la rimozione delle cellule morte. Stimola inoltre la produzione di collagene endogeno ed elastina da parte di fibroblasti. Ha un'azione sulla cicatrizzazione ipertrofica che si combina con quella fornita dall'allantoina.

 

I Peptidi migliorano il ricambio cellulare e creano una barriera preventiva alla diffusione di microrganismi esterni. Recenti scoperte hanno dimostrato che alcuni peptidi sono in grado di modulare funzioni fisiologiche dell'organismo umano ed animale e per questo definiti peptidi bioattivi.

 

Lo Snail Slime, grazie alle sue proprietà, riesce ad unire in un prodotto naturale, un ottimo aftercare e la cura a particolari problematiche senza necessità di ricorrere ad alcun farmaco.

 

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Test o geroglifici?

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Come si leggono i Test che dobbiamo fare all'autoclave?

 

Spesso non è facile interpretare i test di sterilizzazione. Finché si tratta di un viraggio di colore, tutto risulta semplice e lineare ma quando ci si trova davanti ad un Helix test o ad un Bowie-Dick test, la cosa può essere un po' più complicata.

 

Cos'è l'Helix Test?

È un test di valutazione della penetrazione del vapore, fondamentale quando si tratta di sterilizzazione di corpi cavi. L'Helix è un tubo lungo 1,5 m con diametro di 2 mm, che termina con una capsula nella quale viene inserito un indicatore. La Norma EN 13060 indica l’utilizzo di questo test, come prova di omologazione, per controllare i cicli che permettono la sterilizzazione dei corpi cavi.

 

Come si esegue?

Dopo il test del vuoto (di solito presente in macchina), si inserisce l'Helix che verrà posto da solo (senza alcun strumento) nel tray più basso della camera di sterilizzazione. Si avvia il programma a 134 °C per 3,5 min, oppure a 121 °C per 15 minuti. A fine ciclo, si estrae l’indicatore dalla capsula

 

Norme

Helix Test deve essere conforme alle UNI EN 13060-2, EN ISO 11140-1 (indicatori di Classe 4 o 6) EN 867 - 5

 

Come si legge l'Helix Test?

Il colore deve essere completamente virato

Helix-test

Test passato con successo (sufficiente rimozione dell'aria e penetrazione del vapore; raggiungimento della temperatura)

Test fallito (insufficiente rimozione dell'aria e insufficiente penetrazione del vapore)

Test fallito (insufficiente rimozione dell'aria e insufficiente penetrazione del vapore con temperatura raggiunta)

Test non eseguito

 

 

Cos'è il Bowie-Dick Test?

Il Bowie-Dick permette di verificare la corretta evacuazione dell’aria dalla camera di sterilizzazione e la completa penetrazione del vapore in carichi porosi come adesempio teli o garze. Il Test Bowie & Dick è un foglio indicatore inserito in un “pacco prova” (che non va assolutamente aperto prima di aver terminato il test).

 

Come si esegue?

Dopo il test del vuoto, si inserisce il solo pacco prova B&D (senza alcun strumento) nel tray più basso della camera di sterilizzazione.

Si avvia il programma a 134 °C per 3,5 min e a fine ciclo si estrae e si apre il pacco.

 

Norme

Il Bowie & Dick deve essere conforme alla UNI EN ISO 11140 – Classe 2, EN 876-4, EN 285.

 

Come si legge il Bowie-Dick test?

Terminato il ciclo ed aperto il pacco, il Test deve essere uniformemente virato. Viraggi non uniformi indicano sacche d'aria, gas non condensabile, vapore bagnato o surriscaldamento

Test-BowieDick

 

Nel caso i test abbiano esito negativo è necessario ripeterli. Se anche il secondo test non viene superato, occorre richiedere la verifica da parte del servizio tecnico.

 

Ti ricordo che i vari test sono ancora in promo fino al 28 aprile... quindi affrettati ;)

Aspetto le tue considerazioni, fai il log-in o registrati

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20 giorni

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20 giorni per alzare l'asticella... 20 giorni di promo!

 

20 giorni di promozione per rifornirti di tutti gli strumenti necessari per elevare al massimo la garanzia di igiene che hai sempre dato ai tuoi clienti.

 

Allineati ora ai protocolli europei e agli Standard dei migliori Piercing Studio e differenziati in modo netto dalla concorrenza.

 

 

...e come sempre Metalstuff ti offre assistenza gratuita per come usarli, leggerli e archiviarli!

 

Norme armonizzate

 

Norma

Titolo

UNI EN 554

Sterilizzazione dei dispositivi medici - Metodo per la convalida e il controllo sistematico della sterilizzazione a vapore.

UNI EN 556

Sterilizzazione dei dispositivi medici - Requisiti per i dispositivi medici che recano l‘indicazione sterile

UNI EN 285

Sterilizzazione - Sterilizzatrici a vapore - Grandi sterilizzatrici.

UNI EN 866-1

Sistemi biologici per la prova delle sterilizzatrici e dei processi di sterilizzazione. Requisiti generali.

UNI EN 866-3

Sistemi biologici per la prova delle sterilizzatrici e dei processi di sterilizzazione. Sistemi particolari per l‘uso in sterilizzatrici a calore umido.

UNI EN 867-1

Sistemi non biologici per l‘uso in sterilizzatrici. Parte 1: Requisiti generali

UNI EN 867-2

Sistemi non biologici per l‘uso in sterilizzatrici. Parte 2: Indicatori di processo (Classe A)

UNI EN 867-3

Sistemi non biologici per l‘uso in sterilizzatrici. Parte 3: Specificazione degli indicatori di Classe B destinati ad essere utilizzati nella prova Bowie Dick

UNI EN 868-1

Materiali e sistemi di imballaggio per i dispositivi medici che devono essere sterilizzati. Requisiti generali e metodi di prova.

UNI EN ISO 14937 - 2002

Generalità per lo sviluppo e la caratterizzazione di un agente sterilizzante,validazione e verifica periodica di un processo di sterilizzazione,standard che si applica a processi di sterilizzazione nei quali i microrganismi sono inattivati medianti agenti di tipo fisico e/o chimico

 

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